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Il dipinto, attribuito a Camillo Procaccini, rappresenta San Giovannino in un paesaggio ed è realizzato in olio su tela con dimensioni di cm 170 x 240. La perizia di Nancy Ward Neilson colloca l'opera nel periodo milanese dell'artista, databile dopo la metà degli anni '80 del Cinquecento.
La composizione evidenzia l'influenza della cultura fiamminga, visibile nelle caratteristiche del paesaggio evocato, elementi tipici che caratterizzano la produzione artistica del tardo Rinascimento italiano. Opere analoghe di Procaccini, come il Padre Eterno nella Chiesa della Madonna di Campagna a Pallanza e il Cristo in gloria nella Chiesa San Prospero a Reggio Emilia, offrono utili punti di confronto per valutare lo stile e la tecnica.
L'opera è stata originariamente di proprietà del Conte Giuseppe Maria Sebregondi, podestà di Milano. La provenienza attesta il collegamento con importanti famiglie nobili lombarde, potenziali committenti dell'artista per questo significativo dipinto. Lo stato di conservazione è buono, senza evidenza di restauri significativi.
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