Callisto Piazza (1500–1561), Cristo alla colonna. Dipinto a olio su tavola, privo di cornice, con dimensioni cm 49 x 35. L’opera si inserisce in un contesto stilistico di base leonardesca, rielaborata attraverso un’influenza attribuibile a Romanino e Pordenone, con esiti di matrice manierista. È corredata da una scheda del professor Emilio Negro, disponibile in copia.
Dal punto di vista iconografico e compositivo, la scena è imperniata sulla figura di Cristo legato alla colonna; il modellato risulta impostato mediante passaggi di chiaroscuro e sfumato, con particolare attenzione alla resa fisionomica e al trattamento dei panneggi, inclusi quelli bianchi. Le note di studio riferiscono confronti stringenti con la Visitazione nella chiesa di Santa Maria in Calchera a Brescia e con il polittico recante Storie di San Giovanni Battista nella chiesa dell’Incoronata a Lodi, nonché con un Ritratto di gentiluomo (uso dello sfumato) conservato presso il Metropolitan Museum of Art.
Sono state condotte indagini riflettografiche all’infrarosso a 1700 nm: le analisi evidenziano un disegno preparatorio eseguito a mano libera, senza impiego di cartone, con numerosi tratti ripetuti e correzioni, particolarmente visibili nella testa di Cristo, nel braccio della figura posta a sinistra e nel panneggio bianco. Lo stato di conservazione riporta cretto evidente ma stabile; i toni scuri risultano in parte abrasi, soprattutto nelle figure degli aguzzini. Lungo i bordi sono visibili piccole cadute di colore, oltre a restauri agli angoli e ai bordi, rilevati anche in fluorescenza UV.