Mobili e Oggetti D'arte Italiani e Internazionali
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Mobili e Oggetti D'arte Italiani e Internazionali

16 giu 2020, 17:00 - 16 giu 2020, 22:00
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Bureau Trumeau, Roma, Metà Secolo XVIII

Stima10.000 € / 15.000 €
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Bureau Trumeau, Roma, Metà Secolo XVIII Lastronato in Palissandro con Intarsi in Acero, Corpo Superiore a Due Sportelli Specchiati di Forma Centinata Terminante con Timpano Scorniciato a Doppia Curvatura Centrato da Specchio Entro Cornice Modanata, Interno con Vano a Giorno Centrale Intarsiato sul Fondo con Figura di Contadino Entro Quinta Architettonica Inquadrato ai Lati da Altri Scomparti di Diverse Misure e in Basso da Quattro Cassettini Disposti su Tre Colonne Ornati a Motivi Vegetali, Tablette Estrabile Sottostante, Corpo Inferiore di Linea Spezzata sui Fianchi con Fronte a Ribalta Celante un Vano a Giorno Intarsiato sul Fondo e Inquadrato da Quattro Cassetti Disposti su Due File Affiancati da Altri Tre Cassettini per Lato, Cui Seguono Tre Cassetti di Linea Spezzata, Angoli del Corpo Inferiore e Superiore Scantonati e Impreziositi da Mensole a Giorno in Foggia di Volute, Tutta la Superficie del Fronte Intarsiata a Ramages Vegetali Entro Riserve Rettangolari Mentre i Lati Sono Ornati da Profilature, Bocchette in Bronzo Dorato a Fregi Vegetali, Piedi a Mensola, CM 275x132x79 a Roman Bureau Cabinet, Mid 18th Century

Bibliografia

di confronto G. Lizzani, Il mobile romano, Milano 1970, pp. 133-134 A. González-Palacios, Arredi e ornamenti alla corte di Roma. 1560-1795, Milano 2004, pp. 184-185 Questa tipologia di mobile, la cui ispirazione è da ritrovarsi in modelli anglo-olandesi, conosce una grande fortuna in tutta Italia nel corso del Settecento ed è nota a Roma con il nome di burò, come riportano alcuni inventari quali quelli del cardinale Silvio Valenti Gonzaga, del 1756, e del ministro portoghese Emanuele Pereira de Sampajo, del 1750; un mobile, il burò a due pezzi, che non poteva mancare in un palazzo patrizio romano nel Settecento. Il modello qui proposto trova diversi confronti con esemplari del tempo, in particolare con un mobile conservato a Palazzo Sacchetti con il quale condivide sia l’impianto architettonico, con i due sportelli centinati e il coronamento mistilineo a inquadrare uno specchio più piccolo in alto, unitamente alle mensole angolari e al corpo inferiore spezzato da un gioco di incavi, bombature e spigoli, sia l’impianto decorativo, con tarsie a motivi fitomorfi e nastri intrecciati realizzate giocando sul contrasto tra il legno scuro del fondo e l’acero, noto come giallo angiolino, degli intarsi.

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Palazzo Ramirez-Montalvo Borgo degli Albizi, 26 50122 Firenze, Italy