L'opera, intitolata "Antiquae urbis perfecta et nova delineatio", è una derivazione anonima disegnata nello stile della pianta di Ambrogio Brambilla, datata al 1600. L'acquaforte e bulino misura 515 x 400 mm e presenta margini incollati su passepartout in carta.
Surrettamente, lungo il margine inferiore, è presente una legenda numerica contenente 90 rimandi relativi a luoghi e monumenti distribuiti su quindici colonne. L'opera, edita da Van Aelst intorno al 1580, ha subito una successiva ristampa dalla tipografia de Rossi.
Presenta alcuni lievi strappi ai margini, ma nel complesso mantiene una buona integrità estetica. Si segnala la sua importanza storica e il suo valore iconografico, evidenziato nei testi specialistici, quali "Le piante di Roma" di P. Frutaz.