L'opera è attribuita a Biagio Betti (Cutigliano 1545 ca. - Roma 1615), realizzata in olio su tela con dimensioni di cm 66 x 106 e databile alla fine del XVI secolo. L'artista, allievo di Daniele Da Volterra e frate laico dell'ordine dei Teatini, si distingue per un approccio stilistico che rappresenta il tardo manierismo romano.
Il dipinto raffigura il momento sommo della Passione di Cristo, durante l'interrogatorio al Sinedrio, un'importante scena del Vangelo. La composizione evidenzia un dialogo tra il Cristo, dalla postura di dolente mestizia, e i sacerdoti, delineati con notevole rigore prospettico e ricchezza di dettagli, come si attende da un artista di formazione miniatoria.
Il lavoro mostra un elevato grado di perizia, che permette di cogliere le diverse espressioni dei personaggi, in particolare degli oltre settanta sacerdoti menzionati dalle fonti storiche. Questa tela evidenzia non solo l'abilità tecnica di Betti, ma mostra anche l'influenza di Dürer nella sua iconografia. Pur presentando alcuni segni di usura, la qualità della vernice e la freschezza dei colori assicurano che il giudizio critico non possa essere compromesso.