Edizione di Girolamo Benivieni, risalente al 1522, pubblicata a Venezia da Niccolò Zoppino e Vincenzo di Paolo. L'opera è presentata in formato octavo, con un titolo rinforzato da una cornice xilografica figurata, arricchita da scene di cavalieri e tornei, accompagnata da motti e sentenze inscritti nel bordo.
La legatura è in pergamena floscia, risalente al XVIII secolo. Quest'edizione è descritta come stimata e risulta essere una rielaborazione di una precedente edizione fiorentina. La dedicatoria evidenzia la scarsa qualità di stampa della prima edizione, paragonata a una "rutilante gemma in sterco", e l'impegno del curatore cassiodoriano di migliorarne la nitidezza, seguendo le regole del 'volgar più terso idioma'.
Stato di conservazione non specificato, ma di notevole importanza storica. Nonostante la sua cattiva stampa iniziale, questa edizione rappresenta un tentativo significativo di ristrutturare e preservare l'opera di Benivieni, in un contesto di transizione culturale.