Il dipinto raffigura un gentiluomo colto nell’atto di scrivere una lettera. Tecnica: olio su tela; dimensioni cm 127 x 101,5. L’opera presenta affinità stilistiche con la ritrattistica veneta del Settecento nell’ambito di Pietro Longhi (1701–1785) e Alessandro Longhi (1733–1813). La firma, riportata in basso a destra, recita "Belluccie Pinxit" ed è accompagnata dall’indicazione "1739".
La composizione valorizza l’impostazione del personaggio e la resa degli elementi d’abbigliamento, tra cui alamari (brandeburghesi) e decorazioni a filo dorato su baveri e coltelli, dettagli riferiti a un alto livello di prestigio sociale. Il carattere pittorico si inserisce in un registro settecentesco di gusto raffinato, con attenzione alle fisionomie e agli effetti di materia propria della pittura a olio.
In base alle informazioni disponibili, l’iscrizione potrebbe riferirsi a Giovanni Battista Bellucci (1684–1760), figlio di Antonio (1654–1726). Sono segnalati restauri. La presenza della firma e della data costituisce un elemento documentario rilevante, anche ai fini dell’attribuzione.
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