Fucile a pietra focaia attribuito a Barbuti, di provenienza sarda, datato XVIII secolo, caratterizzato da una lunghezza complessiva di 172 cm. La canna, di forma ottagonale e di notevole estensione, presenta una rifinitura decorativa alla base, con motivi floreali e la rappresentazione di un sole, realizzati in argento. Accanto a questi dettagli, sulla canna è presente la marcatura coeva “M.F.S.”, mentre il mirino è in ottone. Il calibro, approssimativamente di 11 mm, ne suggerisce una probabile origine bresciana; comunemente, a causa delle sue peculiarità, è definito anche “beccafico”.
La codetta del fucile è intagliata con una figura antropomorfa, mentre la batteria, di tipo micheletta, è firmata “BARBUTI” e ornata da eleganti incisioni floreali. Il meccanismo, a due tempi, è in stato funzionante. La cassa è interamente realizzata in legno e rifinita con spettacolari fornimenti in ferro, caratterizzati da incisioni e traforature di grande qualità, che raffigurano figure umane e alate, mascheroni e visi celati tra complessi motivi vegetali. Si segnala una piccola mancanza nei fornimenti. La bacchetta, purtroppo, è assente.
Attualmente, il fucile è classificato come NONATTIVO.