Il Dipinto Raffigurante un Baccanale di Putti Presenta Significative Affinità con la Produzione di Carlo Cignani, tra i Maggiori Protagonisti della Pittura Emiliana tra Sei e Settecento, Tanto nella Costruzione Compositiva Quanto nella Resa degli Incarnati e nella Scelta di un Soggetto di Carattere Mitologico e Giocoso. la Scena Rappresenta una Vivace Contesa tra Tre Amorini Alati e Altrettanti Piccoli Satiri, Protagonisti di un Episodio dal Carattere Scherzoso e Festoso, Riconducibile All'immaginario Bacchico. la Contrapposizione tra le Figure Infantili, Animate da Gesti e Movimenti Intrecciati, Conferisce alla Composizione un Accentuato Dinamismo, Temperato Dall'equilibrio Formale e dalla Morbidezza del Modellato. L'impostazione Piramidale del Gruppo Trova Interessanti Confronti con Soluzioni Compositive Adottate da Cignani, in Particolare nel Trionfo D'amore, Conservato nelle Collezioni dei Principi del Liechtenstein a Vaduz. Analoghe Affinità Si Riscontrano nella Rappresentazione delle Figure Infantili, Caratterizzate da Anatomie Floride e Incarnati Delicatamente Modulati, che Richiamano Opere Quali il San Giovannino Dell'alte Pinakothek di Monaco di Baviera e il Bacco ed Erigone Fanciulli dei Musei Civici di Pesaro. Particolarmente Significativa Appare Inoltre la Conduzione Luministica, Affidata a Calibrati Contrasti Chiaroscurali che Esaltano la Plasticità dei Corpi, Facendoli Emergere dallo Sfondo Più Raccolto e Ombreggiato. la Tavolozza, Giocata su Tonalità Prevalentemente Fredde e su Morbidi Passaggi Cromatici, Contribuisce a Definire il Carattere Elegante e Armonioso della Rappresentazione. la Tela è Accompagnata da una Monumentale Cornice Coeva All'opera in Legno Intagliato e Dorato, Particolarmente Coerente con il Soggetto Bacchico. la Fascia Presenta un Ricco Apparato Decorativo Costituito da Festoni Vegetali, Tralci di Vite, Pampini e Grappoli D'uva, Mentre il Bordo Interno è Ornato da un Motivo a Nastro Ritorto. la Presenza di un'etichetta sul Retro Consente di Riferire la Ridoratura della Cornice a Gaetano Terrieri, Doratore e Verniciatore Attivo a Livorno nel XIX Secolo, Aggiungendo un Ulteriore Elemento di Interesse Storico e Documentario All'insieme. il Dipinto Vanta Inoltre una Documentata Storia Espositiva, Essendo Stato Presentato nelle Mostre il Giuoco al Tempo di Caravaggio, Tenutasi a Villa Smilea di Montale tra il 2013 e il 2014, e Arte e Vino, Allestita Presso la Gran Guardia di Verona nel 2015.
Bibliografia
Il giuoco al tempo di Caravaggio, catalogo della mostra a cura di P. L. Carofano, Montale (Pistoia), Castello di Villa Smilea, 7 dicembre 2013 – 6 gennaio 2014, Pontedera, Bandecchi & Vivaldi Editori, 2013, pp. 114, 152–153. Esposizioni: -Montale (Pistoia), Castello di Villa Smilea, Il giuoco al tempo di Caravaggio, 7 dicembre 2013 – 6 gennaio 2014. -Verona, Palazzo della Gran Guardia, Arte e Vino, 11 aprile – 16 agosto 2015.