L'opera, attribuita alla cultura pittorica bresciana della metà del Cinquecento, è un olio su tela di dimensioni cm 76 x 67. Essa si colloca in un ambito stilistico che coniuga gli elementi caratteristici del realismo lombardo con le influenze del colorismo veneto. L'opera mostra evidenti legami con il lavoro di Luca Mombello, uno degli allievi più significativi del Moretto, che completò diverse opere del maestro al momento della sua morte nel 1554.
Le caratteristiche estetiche del dipinto si manifestano attraverso le complesse e pregiate vesti di Santa Caterina e della Vergine, la cui resa mimetica dei tessuti crea un effettivo impatto visivo. Compare una ricca tavolozza cromatica che richiama opere precedenti del Mombello, in particolare nei dettagli accurati delle vesti decorative. Il confronto con altre opere di soggetto simile, come il Matrimonio mistico di Santa Caterina con Dio Padre e angeli, evidenzia scelte stilistiche affini.
Lo stato di conservazione del dipinto è generalmente buono; la superficie pittorica è stabile e aderente al supporto, sebbene siano presenti piccole cadute di colore e integrazioni pittoriche alterate. L'esame UV rivela alcuni restauri visibili anche a occhio nudo, accompagnati da documentazione fotografica che fornisce ulteriori dettagli sullo stato dell'opera.