L'opera, datata a un periodo indefinito, rappresenta una scena iconica della narrativa biblica; l'esecuzione è realizzata in olio su tela, con dimensioni pari a 97,5 x 133 centimetri. Ritenuta una realizzazione significativa della tradizione barocca, l'opera proviene da Ferrara e attualmente appartiene a una collezione privata.
Esteticamente, il dipinto rivela una forte drammaticità e intensità espressiva attraverso l'uso sapiente del chiaroscuro. L'attenzione ai dettagli tessili, visibile nella rappresentazione della raffinata veste di Giuditta, induce a considerare possibili influenze da parte di Orazio Gentileschi. Le scelte cromatiche presentano variazioni rispetto ad altre opere simili, conferendo un carattere distintivo a questo esemplare. La composizione si distingue per la tensione emotiva e l'accurata delineazione dei volti dei personaggi.
Il dipinto mostra segni di buona conservazione generale, con la superficie pittorica stabile e ben aderente al supporto. Tuttavia, si registrano piccole cadute di colore e un danno restaurato nella zona della spalla di Giuditta. L'esame agli ultravioletti ha rivelato ridipinture nel volto di Giuditta, mentre il resto dell'opera mantiene un livello di conservazione elevato, accompagnato da una dettagliata documentazione fotografica dello stato attuale.
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Provenienza
Ferrara, collezione privata
Bibliografia
F. Cappelletti, <i>Strade, palazzi e botteghe. Incontri e circostanze più o meno casuali nelle <span style="color: rgb(109, 118, 126);">relazioni artistiche a Roma nel primo Seicento e un quesito per la bottega </span></i><i style="color: rgb(109, 118, 126);">dei Gentileschi</i><span style="color: rgb(109, 118, 126);">, in </span><i style="color: rgb(109, 118, 126);">Roma e gli artisti stranieri. Integrazione, reti e identità</i><span style="color: rgb(109, 118, 126);">, a cura di A. Varela Braga e T.L. True, Roma 2018, pp. 136-137, fig. 2 </span>