L'opera in esame, attribuibile a una cerchia di artisti piemontesi, rappresenta San Girolamo ed è realizzata in tempera e oro su tavola, con dimensioni di cm 46,5 x 32,5. La datazione è ascrivibile al periodo compreso tra il 1450 e il 1470, evidenziando i caratteri di incisa espressività che contraddistinguono le opere di questo ambito.
L'iconografia dell'opera si inserisce all'interno di un polittico più ampio, comprendente una serie di tavole raffiguranti santi, caratterizzate da un profilo polilobato e un motivo decorativo omogeneo nella parte superiore. L'affinità stilistica con opere come il San Domenico del Museo di Castelvecchio suggerisce una preziosa interrelazione all'interno di una tradizione artistica ben definita.
L'opera presenta un buon stato di conservazione, ma è priva di cornice e vetro. Sul retro si trova un'antica etichetta con l'iscrizione "quadro in tavola - scuola / del Giotto", segnalando un particolare interesse nel contesto attributivo. Gli studi recenti effettuati dal professor Emanuele Zappasodi hanno messo in luce l'importanza di questa tavola come tassello cruciale per la comprensione del polittico originale.