Pubblicato nel 1644, questo testo, anonimo, rappresenta una prima edizione della feroce satira contro il genere femminile. La veste editoriale presenta un fregio xilografico al frontespizio, un capolettera inciso in legno e caratteri in corsivo e romano, il tutto in formato in 12°.
L'opera raccoglie proverbi, massime e citazioni che evidenziano le debolezze delle donne, quali vanità e loquacità, mostrando un profondo disprezzo per il mondo femminile, pur rivelando una dipendenza dalla loro presenza.
Il volume presenta delle misure delle carte variabili e alcune lievi fioriture. È conservato in una legatura d'amatore del XX secolo, realizzata in vitello nocciola, con filetti e cornici impresse in oro ai piatti, un dorso liscio con piccole greche e dentelles.