
Arcade i Dipinti dal Secolo XVI al XVIII e Opere dalla Raccolta di Antonio Paolucci
27 mar 2025 - 27 mar 2025, 17:00
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di confronto J. Marciani, S. Boorsch, Francesco Vanni. Art in Late Renaissance Siena, catalogo della mostra di Yale (University Art Gallery, 27 settembre 2013 – 5 gennaio 2014), New Haven, 2013, pp. 138-141, 146-150. La cosiddetta Madonna della Pappa è probabilmente l’invenzione più nota e apprezzata del pittore senese Francesco Vanni, che, dopo la prematura scomparsa del padre, entrò nella bottega del patrigno Arcangelo Salimbeni, artista attivo principalmente a Siena. Il dipinto mostra la Sacra famiglia al riposo durante la fuga in Egitto, mentre un Angelo porta un piatto con la ‘pappa’ per il piccolo Gesù. La tavola qui commentata è una versione pressoché identica, con alcune minime varianti nelle fronde dell’albero e nel paesaggio, a quella conservata presso l’University Art Gallery di Yale, New Haven (inv. No. 2003.22.1), datata indicativamente verso la fine del ‘500. È possibile che quest’opera sia stata dipinta per il cardinale Paolo Emilio Sfondrato, visto che, in un suo inventario postumo, è descritto “un quadro della Madonna, che da’ la pappa a n. S”. Sfondrato era a Siena nella primavera del 1599, motivo per il quale si propende per una datazione dell’opera proprio in quell’anno. In ogni caso, considerata la fortuna della Madonna della Pappa di Vanni, è possibile che l’opera sia stata realizzata a Roma o conservata in una collezione in quella città dove sicuramente era più visibile anche ad altri artisti. D’altra parte, è noto che, grazie al sostegno di importanti ecclesiastici, quali Cesare Baronio e proprio Paolo Emilio Sfondrato, il Vanni soggiornò con profitto a Roma dove ancora sono conservate alcune sue opere. Tra queste si possono e citare, la tela raffigurante San Michele Arcangelo che calpesta Lucifero conservata presso la chiesa di San Gregorio Magno al Celio e gli affreschi nella cappella Capranica nella chiesa di Santa Maria Sopra Minerva. Esistono due importanti incisioni tratte dal dipinto oggi a Yale. Una venne realizzata verso il 1600 circa dal fiammingo Cornelis Galle I (1576-1650) ed è conservata al Rijksmuseum di Amsterdam (inv. No. OB 6893) e la seconda da Raffaello Guidi (ca. 1561-1615), sempre verso l’inizio del Seicento, oggi al Metropolitan Museum of Art di New York (donazione di Janice and Roger Oresman, inv. no. 2004.240).