Arcade | Dipinti dal XV al XVIII Secolo
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Arcade | Dipinti dal XV al XVIII Secolo

11 nov 2026 - 11 nov 2026, 15:00
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Attribuito a Carlo Cornara

Stima5000 € / 8000 €
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Attribuito a Carlo Cornara (milano, Ca. 1608 - 1676)adorazione dei Magi Olio su Tela, CM 97x109 The Adoration Of The Magioil On Canvas, 97x109 CM

Bibliografia

di riferimento- C. Geddo, Per una riscoperta di Carlo Cornara, "dilicatissmo pittore" del secondo Seicento lombardo, Artes, 12.2004 (2007), pp. 81-110. Come descritto da Cristina Geddo nella ricostruzione della vita di Carlo Cornara "La pittura dell’artista è sfumata, con una stesura sempre sorvegliata ma non priva di fremiti di pennello; meno atmosferica di quella di Nuvolone, meno gagliarda di quella di Cairo, anzi segnata da un languore dolente (intimamente lombardo), che piega verso l’elegia".Simili elementi stilistici posso essere riscontrati anche nel dipinto qui presentato che raffigura un ambiente raccolto, con personaggi accuratamente delineati nelle fisionomie, nell'intensità profonda degli sguardi e nelle vesti riccamente ornate con colori accesi e cangianti. Tutta la composizione è poi alternata da un forte chiaroscuro che modella la scena e contribuisce a plasmare la sacralità dell'evento. Inoltre il volto della Madonna sulla sinistra può essere stilisticamente messo in relazione con quello pubblicato da Geddo (fig.2) Fanciulla con Turbante conservato al Museo di Narbonne in Francia nella fisionomia ben costruita del profilo e nell'espressione del volto languido. Prolifico pittore, molto apprezzato dai contemporanei, Carlo Cornara lavorò prevalentemente per committenze private milanesi prediligendo la creazione di teste e figure femminili. Dall'inventario dei suoi mobili, redatto dopo la morte nel 1676, risultano da lui eseguiti 150 dipinti. Tra le opere di committenza ecclesiastica si ricorda il dipinto di San Bruno in preghiera eseguito per la Certosa di Pavia oggi nello stesso museo e una pala d'altare, sempre per la Certosa, con San Benedetto ubicata nella terza cappella a destra ed eseguito nel 1668. L'artista dimostra di aver subito l'influenza e poi rielaborato lo stile e le tendenze di molti pittori milanesi del Seicento tra cui Camillo Procaccini, di cui fu allievo, Francesco Nuvolone, Francesco Cairo, Morazzone e il Cerano.

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