Attilio Stefanori (Roma, 1860–1911), studio raffigurante “Monaca svenuta”, realizzato con tecnica mista a carboncino e pastello su cartoncino. L’opera misura cm 51,8 × 81,5 e si presenta come un’immagine impostata su un disegno preparatorio sostenuto dal segno del carboncino, completato e valorizzato dalle velature e stesure coloristiche del pastello.
Dal punto di vista iconografico, la scena mette in evidenza l’atteggiamento della figura femminile in abbandono, resa con plasticità e accenti di espressività tramite la modulazione dei toni. La composizione, pur concentrata sull’episodio principale, conserva una costruzione narrativa coerente con l’impostazione tipica degli studi dell’artista. Le caratteristiche del mezzo impiegato suggeriscono un lavoro diretto, con tratti grafici e interventi cromatici finalizzati a definire volume, contrasti e resa atmosferica.
Per quanto concerne le note tecniche e contestuali, il lotto riporta che lo studio sarebbe da ricondurre a un’opera poco conosciuta di Stefanori, “Il Sacco di Roma”, di cui si menziona un legame con una documentazione fotografica d’epoca e con una memoria familiare degli eredi. Non risultano ulteriori dati su firma, iscrizioni specifiche o timbri nel materiale disponibile.