Attribuita ad Astolfo Petrazzi (1583 - 1665), quest'opera è realizzata in olio su tela, con dimensioni di cm 98 x 133,5. Di origine senese, Petrazzi si distingue per la sua arte che evoca le tradizioni toscane, rispecchiata in queste nature morte che presentano affinità stilistica con i lavori di Jacopo da Empoli.
Le composizioni sono caratterizzate da una disposizione armoniosa di frutti e oggetti, segno di influenze romane, il cui utilizzo di elementi allineati ricorda i grandi maestri dell'epoca. Inoltre, la varietà degli elementi rappresentati, tra cui volatili e formaggi, denota una ricchezza iconografica e un'abilità tecnica notevole.
Il lavoro di Petrazzi in questo genere, spesso combinato con la figura umana, lo posiziona come un protagonista nel panorama delle nature morte italiane. La sua produzione, di notevole importanza per i contemporanei, è fonte di studi sull'evoluzione della natura morta in Italia. Il lotto si presenta in buone condizioni, pur necessitando di ulteriori indagini sullo stato di conservazione.