Pubblicato a Venezia nel 1522 dagli eredi di Aldo Manuzio e Andrea Torresano, questo testo rappresenta la prima edizione aldina dell'opera di Quinto Asconio Pedanio. Legato in formato ottavo, il volume presenta al frontespizio e al verso dell'ultima carta spazi per capilettera, arricchiti da numerose postille ai margini, indicative dell'interesse critico. Sussiste una leggera gora d'acqua che non compromette la leggibilità del testo.
La copertina è realizzata in piena pergamena del secolo XVIII, con dorso liscio ornato da un tassello in pelle marrone sul quale è impresso in oro il nome dell'autore. Al piede si trova un tassello cartaceo. Il contropiatto del volume è impreziosito da un grande ex libris inciso, appartenenza di Giovanni Battista Recanati, un noto collezionista del ‘700.