Ardengo Soffici, Cacio e pere, tempera su cartone, datata 1914. L’opera, di formato verticale, presenta dimensioni di cm 70x45 e risulta presentata con apparato di firma e iscrizioni sia in fronte sia al verso, secondo quanto riportato nelle annotazioni di catalogazione. La datazione indicata è quella riportata per il dipinto, collocandolo nel contesto produttivo dell’artista nella fase degli anni Dieci.
Dal punto di vista iconografico e compositivo, il soggetto è identificato nella denominazione “Cacio e pere”, con testo riportato in forma di didascalia: in basso compare la scritta “Al contadino non lo far sapere / quanto è buono il cacio con le pere”, mentre in alto a destra è riportata la firma “Soffici”. Sul retro è presente un’articolazione di etichette relative a esposizioni e catalogazioni, con indicazioni di mostra e numero di catalogo. È altresì menzionata la presenza di timbri e cartigli legati a manifestazioni espositive successive.
La provenienza risulta indicata come “Collezione Eredi Papini, Firenze” e “Collezione privata”. In base alle informazioni di lotto, l’opera reca documentazione di esposizioni (tra cui quella presso Palazzo Liceo Saracco ad Acqui Terme e successive rassegne riportate nelle etichette al verso e sulla cornice), con riferimenti a date e cataloghi. La descrizione dello stato di conservazione è indicata come “NONATTIVO”, secondo quanto presente nella scheda di lotto.
Ardengo Soffici, Fine di un mondo, Vallecchi, Firenze, 1955, p. 427, cit.;<BR>Luigi Cavallo, Giuseppe Raimondi, Ardengo Soffici, Nuovedizioni Enrico Vallecchi, Firenze, 1967, n. 213, tav. CCCXXIV;<BR>L'uomo del Poggio. Ardengo Soffici, a cura di Sigfrido Bartolini, Volpe, Roma,, 1979, pp. 96-99 (opera datata 1919);<BR>Lo sguardo innocente. L'arte, l'infanzia, il '900, catalogo della mostra, Brescia, Palazzo Martinengo, 12 maggio - 5 novembre, Edizioni Mazzotta, Milano, 2000, p. 30.
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