Pubblicato a Venezia nel 1552 dagli Eredi Lucantonio Giunta, il "De febribus" di Giovanni Arcolano si presenta in formato in-2°. Essendo una delle opere fondamentali sul tema delle febbri, esso costituisce un commento dettagliato alla prima "fen" del quarto libro del Canone di Avicenna. L'opera, tipicamente rinascimentale, riflette l'evoluzione dei metodi medici, mescolando l'influenza della scuola araba con le innovazioni del tempo.
Il volume è corredato da una marca tipografica al frontespizio e in fine, mentre l'ultima pagina è bianca. Presenta caratteristiche di usura, tra cui fori di tarlo ai margini di alcune carte e macchie di umidità. La legatura, risalente al XIX secolo, è in mezza pergamena con piatti in cartone decorato a radica, dorso liscio e tasselli rossi su cui sono impressi i titoli.