Attribuito ad Antonio Susini (Firenze, 1558-1624), Dea della Fortuna. Scultura in bronzo dorato al mercurio, realizzata in ambito fiorentino nel XVII secolo, indicata come derivata da un modello perduto di Giambologna. La composizione raffigura la personificazione della Fortuna in atteggiamento di equilibrio su un piede: la figura trattiene nelle mani un velo modellato dal vento, elemento iconografico connesso all’idea dell’imprevedibilità.
Il soggetto si inserisce in un’iconografia tradizionalmente accostata a una creazione perduta, riferita quale complemento al celebre Mercurio volante di Giambologna. L’impostazione dinamica è sostenuta dalla resa delle pieghe del drappo e dall’evidenza dei contrasti cromatici propri della doratura al mercurio. La scultura è completata da base in marmo antico, con basamento a colonna rastremata.
Dimensioni complessive: scultura cm 54, base in marmo antica. Non risultano ulteriori indicazioni su firma o marchi. Stato di conservazione: venduto. La superficie dorata appare pertinente alla tecnica indicata, con lettura complessiva dell’opera improntata a una qualità esecutiva di carattere scultoreo e decorativo.