Antonio Russo, Crocifisso in argento e legno. Opera scultorea di iconografia cristologica, datata Napoli, 1824-1832, con altezza totale 70 cm, larghezza 25 cm e profondità 16 cm. Il corpus Christi è realizzato in argento e posto su una croce in legno ebanizzato, dotata di terminali riccamente decorati con motivi a conchiglia e volute. Il Cristo presenta un impianto anatomico studiato, con braccia distese e muscolatura resa in evidenza, sistema venoso accentuato e mani leggermente socchiuse con chiodi inseriti al centro della mano. La testa è ripiegata verso la spalla destra, rivolta verso il basso, con corona di spine e capigliatura morbida ricadente sulle spalle; le gambe sono parallele e lievemente flesse in avanti, con piedi leggermente sovrapposti e inchiodati congiuntamente, mentre le parti intime sono coperte da un perizoma.
Nella parte superiore della croce è presente un cartiglio con Titulus Crucis I.N.R.I.; in quella inferiore compare una Vanitas, resa tramite un teschio. La croce è inserita in una base in legno ebanizzato decorata con due putti musici laterali, con corno e nell’atto di poggiarsi/volare sulla base, e con un putto centrale in argento stilizzato raffigurante l’Agnus Dei: Cristo immolato e vittorioso seduto su un libro (Libro dell’Apocalisse), con davanti un vessillo e l’asta simbolica della resurrezione. Crocifisso e terminali risultano punzonati con marchio della corporazione degli orefici di Napoli per l’argento al titolo 833/1000 in uso dal 1824 al 1832, attribuito ad Antonio Russo.
Stato di conservazione: buono, con normali usure e difetti commisurati all’epoca e all’uso. Presenza di punzonature e elementi iconografici coerenti con la composizione descritta.