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Antonio di Donnino del Mazziere (Firenze, attivo tra il terzo e quinto decennio del Cinquecento), Venere Spinaria. Dipinto a olio su tavola di cm 78 × 60. Il soggetto raffigura la figura di Venere secondo un’iconografia rinascimentale nota come Venere Spinaria: la dea è rappresentata seduta mentre estrae una spina dal piede. La presentazione dell’immagine si colloca nel contesto della tradizione figurativa del primo Cinquecento fiorentino, con particolare attenzione alla resa naturalistica e al trattamento del paesaggio sullo sfondo.
Lo stile manifesta un’impostazione narrativa e descrittiva, con campiture cromatiche e modelli anatomici coerenti con la pittura dell’epoca. La costruzione della scena evidenzia un paesaggio articolato, reso con minuzia e con influssi osservabili anche nella precisione dei dettagli. L’esecuzione della figura, inclusa la resa delle masse chiaroscurali e del panneggio, è improntata a un equilibrio tra idealizzazione e caratterizzazione minuti. L’opera risulta riferita ad Antonio del Mazziere sulla base di confronti stilistici relativi alla qualità del paesaggio e alla fisionomia.
Dal punto di vista materiale, il supporto ligneo presenta una traversa applicata centralmente nel retro in senso longitudinale. È presente una cornice antica intagliata e dorata. Alla visione in luce diretta la superficie appare discretamente conservata per spessori e brillantezza dei pigmenti. Sono documentati forellini da tarli, diffusi sporadicamente lungo l’incarnato e nell’oscurità dello sfondo. Si segnala una lieve mancanza di pigmento nel mignolo della mano sinistra, abrasioni del colore nel corpo della figura (soprattutto in corrispondenza del seno e della parte terminale della gamba destra) e piccole mancanze di materia lungo il margine inferiore; lievi sollevamenti del pigmento nel polpaccio. All’osservazione con lampada di Wood emergono restauri e ritocchi, in particolare nel petto, nell’avambraccio, nel braccio e nella gamba sinistra, nonché in corrispondenza delle dita della mano indicata; ulteriori interventi rilevanti interessano l’incarnato sotto il ginocchio fino alla caviglia della gamba destra. Ulteriori ritocchi sporadici sono segnalati nella schiena e più consistenti nel gluteo, con estensione apparente sovradimensionata rispetto alle necessità.
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