L'opera, attribuita ad Antonio d’Enrico, è un disegno eseguito a matita nera su carta preparata grigio-azzurra, con dimensioni di 92 x 160 mm. Data databile al suo primo periodo napoletano, si rimarca per la sua peculiare tecnica, che rappresenta una fase cruciale nello sviluppo del maestro.
Esteticamente, il disegno rivela una notevole padronanza del chiaroscuro, evidenziando la delicatezza e la fluidità delle linee, caratteristiche distintive della ricerca stilistica di d’Enrico. L'opera evoca una nostalgia leonardesca, riflettendo la maestria del chiarista lombardo.
Il pezzo è in buone condizioni conservativo/estetiche, presentando una leggera macchia sulla guancia destra della figura e lievi segni di usura. L'opera è accompagnata da prove di provenienza e riconoscimenti della critica, sottolineando l'importanza storica e artistica di questo studio nel contesto dell'arte del Seicento lombardo.
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Bibliografia
Bibliografia di riferimento:<BR>Tanzio da Varallo - Realismo, fervore e contemplazione in un pittore del Seicento, catalogo della mostra a cura di M. Bona Castellotti, Motta Edizioni, palazzo Reale - Milano, 2020;<BR>Tanzio da Varallo incontra Caravaggio, catalogo della mostra a cura di M.C. Terzaghi, Silvana Editoriale, Gallerie d'Italia - Napoli, 2014 (fig. 2, pp. 100-101; fig. 3, p. 102; fig. 8, p. 29; fig. 14.1, p. 1349)
Cambi
Castello Mackenzie
Mura di San Bartolomeo, 16
16122 Genova, Italia