L'opera "Scultura vivente" di Anton Giulio Bragaglia è datata 1928 e rappresenta un'importante raccolta di scritti sulla danza nella prima metà del Novecento. La pubblicazione, edita a Milano da L’Eroica, presenta un formato ottavo con 265 pagine più 15 di supplemento, arricchita da 275 xilografie nel testo.
Il titolo è stampato in rosso e nero, accompagnato da una vignetta xilografica al piatto impressa in bruno da Plinio Morbiducci. Questo lavoro illustra l'estetica e le diverse forme della danza, dalle espressioni classiche a quelle popolari, attraverso opere di artisti di spicco dell'epoca, come Alberto Martini e Severini.
Lo stato di conservazione presenta lievi difetti, ma l'oggetto rimane un importante documento storico e un punto di riferimento nella rappresentazione visuale della danza. Non vi sono segni evidenti di deterioramento che compromettano l'integrità dell'opera.