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- Nola, cattedrale.
- P. Giusti, in P. Giusti, P. Leone de Castris, “Forastieri e regnicoli”. La pittura moderna a Napoli nel primo Cinquecento, Napoli 1985, II ed. Pittura del Cinquecento a Napoli. 1510-1540. Forastieri e regnicoli, Napoli 1988, pp. 138, 277 e fig. 138 a p. 137; - G. Toscano, Un polittico e una ‘Madonna’ di Andrea Sabatini per Nola, in “AntichitaÌ viva”, XXVII, 1988, 5-6, pp. 13-19 e fig. 4; - G. Toscano, Francesco da Tolentino e Andrea da Salerno a Nola. Sulla pittura del primo Cinquecento a Napoli e nel viceregno, Cicciano 1992, pp. 4-5, 41-42, 61-64, fig. 39; - L. Arbace e A. Solpietro, in San Felice e San Paolino nella cattedrale di Nola. Arte, restauri e scoperte, a cura di L. Arbace, Napoli 2007, pp. 9, 15-20, 108-109 note 11-13, 117-118; - P. Leone de Castris, Andrea Sabatini da Salerno. Il Raffaello di Napoli, Napoli 2017, pp. 16, 18, 146, 175 nota 29 e fig. 135 a p. 141; - O. Lovino, Per una storia della pala d’altare dipinta nel Regno di Napoli. 1443-1530, tesi di dottorato, Università degli studi di Firenze, Pisa e Siena-Universiteit van Amsterdam, XXXV ciclo, 2023-2024, I, pp. 134-137, figg. 33-40, II, pp. 195-196, cat. B.II.18 (con bibl. prec.); - O. Lovino, La pala d’altare dipinta nel Regno di Napoli. 1443-1530, Napoli-Roma 2025, pp. 148, 350-351, tav. IV.30.Si ringrazia Orazio Lovino per la redazione della scheda e le informazioni che ci ha fornito. Il dipinto, ritraente San Felice presbitero di Nola, è stato pubblicato da Paola Giusti come “prodotto ancora sostenuto della mano del Sabatini in persona”. Talvolta riferito a collaboratori come il Maestro di Barletta/di Stella Cilento, è stato riconosciuto da Gennaro Toscano, insieme ad altre tavole laterali con San Massimo vescovo, San Paolino vescovo, San Felice martire vescovo e San Giovanni Evangelista del Museo diocesano di Nola, come parte di un pentittico eseguito dalla bottega di Andrea da Salerno tra il 1523 e il 1525 per l’altare maggiore della locale cattedrale al tempo del vescovo Giovan Francesco Bruno. Da ultimo Orazio Lovino, identificando altri scomparti del complesso nei San Giovanni Battista e San Paolo in collezione privata (pubblicati da P. Leone de Castris 2017, pp. 160, 176 nota 4, figg. 130-131 a p. 139 come Maestro di Barletta), ha offerto una nuova ricomposizione della pala, come un imponente pentittico a doppio registro di cui mancherebbero all’appello almeno un laterale inferiore (San Pietro?) e i centrali dei due ordini (forse una Morte e Assunzione della Vergine).