Le due opere sono attribuite a Andrea Belvedere e Paolo De Matteis, olio su tela, presentano dimensioni di cm 150 x 204 ciascuna e sono databili al primo Settecento. Questo significativo progetto pittorico riflette la sinergia tra i due artisti, con le spettacolari composizioni floreali frutto della mano esperta di Belvedere, mentre De Matteis si occupa dell'esecuzione delle figure. Le opere sono corredate da una lettera di Nicola Spinosa che attesta tale collaborazione.
Esteticamente, i dipinti si caratterizzano per le loro riccamente dettagliate rappresentazioni di fiori e frutta, elementi che evocano un forte senso di eleganza e raffinatezza. I putti, presenti in modo giocoso nel paesaggio, riconducono a numerosi lavori di De Matteis, suggerendo una continuità iconografica e stilistica nella produzione del periodo.
Entrambi i dipinti si trovano in uno stato di conservazione accettabile, sebbene presentino segni di interventi restaurativi e piccole abrasioni. La superficie pittorica è stabile, con evidenze di vecchi restauri visibili agli esami UV. Sebbene vi siano alcune tracce di muffa sui bordi superiori, le nature morte risultano ben conservate e mantengono intatta la loro qualità artistica.