Pubblicato nel 1680 a Lugdunum per conto di Ludovico Bilein, questo trattato astrologico di Andrea Argoli è un'opera significativa del panorama scientifico del XVII secolo. L'opera, di formato 4° e composta da 247 pagine, presenta alcune fioriture e lievi segni di brunitura, con sottofondo di alcuni aloni sulle ultime carte.
La legatura coeva in piena pergamena conferisce all'opera un aspetto d'epoca, testimoniando l'importanza della pubblicazione al suo tempo. Il contenuto si inserisce nel contesto della scuola tolemaica, riflettendo le influenze del pensiero di Galileo, con cui Argoli intrattenne un rapporto complesso. La figura di Argoli, noto per il suo insegnamento della matematica e per la sua passione per l'astrologia, è di notevole rilevanza nella storia della scienza e della cultura del XVII secolo.
L'edizione, benché detentrice di un valore storico, si distingue anche per la cura nella stampa e nella rilegatura, rendendola un esemplare significativo per collezionisti e studiosi del settore.