Opera di Ambrogio Teodosio Macrobio risalente al 1538, edita a Lione da Grifo, in formato in 8°. Il volume è arricchito da illustrazioni xilografiche e presenta una marcatura tipografica incisa in legno al frontespizio.
Il testo evidenzia lievi fioriture, che ne testimoniano l'antichità. La legatura, realizzata nel XVIII secolo, è di vitello spugnato, con titolo in oro all'interno di un tassello al dorso e fregi dorati, elementi che manifestano una cura artigianale significativa.
Lo stato di conservazione è compromesso da alcuni piccoli fori di tarlo al dorso, tracce di tassello cartaceo e qualche spellatura. La presenza di queste imperfezioni induce a considerare il testo come un importante documento storico, pur necessitando di attenzioni per la sua preservazione.