La Statua, che Raffigura una Donna Guerriera dal Seno Scoperto, Vestita da un Corto Chitone Nell’atto di Impugnare L’estremità Superiore Dell’arco Mentre ai Suoi Piedi Sono Disposti L’elmo, lo Scudo e L’ascia, Prende a Modello Quasi Palmare Dell’esemplare di Epoca Romana nei Musei Capitolini a Roma Derivato da un Originale Greco del Quinto Secolo Eseguito per il Santuario di Artemide ed efeso.L’opera Proveniente da Villa D’este a Tivoli Dopo che nel 1753 Venne Donata al Museo da Papa Benedetto XIV Fu Sottoposta Ad una Serie di Consistenti Interventi di Restauro e Rifacimenti per Mano dello Scultore Bartolomeo Cavaceppi (roma 1717 - 1799) Tali da Renderla un Modello Sincretico tra L’originale di Fidia e L’amazzone di Policleto a Cui Si Ispita nella Parte della Testa.