Firenze, Amadore Massi e Lorenzo Landi, 1637. Edizione originale di questa raccolta poetica dedicata a descrizioni di donne deformi, composta da cinquanta sonetti di Alessandro Adimari, noto poeta seicentesco. L'opera presenta un formato in 4°, per un totale di 125 pagine, coronata da un occhietto e da un frontespizio calcografico.
L'opera si distingue per l'uso di iniziali e fregi xilografici, che arricchiscono visivamente il testo. Le caratteristiche stilistiche evidenziano la poetica di Adimari, seguace di Giovan Battista Marino, e la sua peculiarità di celebrare, con ingegnosa ironia, la bellezza in tutte le sue forme, anche quelle meno convenzionali.
La legatura dell'opera è in piena pergamena coeva, sebbene presenti segni di usura, con un dorso danneggiato e il piatto posteriore adornato da disegno a inchiostro. Questo libro, pur risentendo del tempo, conserva il suo fascino storico.