Opera del naturalista Agostino Scilla, 'De corporibus marinis lapidescentibus quae de fossa reperiuntur', pubblicata a Roma nel 1759. Cartaceo in formato quarto, l'opera si distingue per la presenza di un occhietto, un'antiporta allegorica incisa in rame e un frontespizio stampato in rosso e nero che include una vignetta calcografica.
L'opera è arricchita da 31 tavole numerate, anch'esse incise in rame, che illustrano i fossili marini descritti nel testo. Esteticamente, il volume si presenta con una legatura coeva in pergamena rigida dal dorso liscio, decorato con un falso tassello impresso in oro; i tagli dei fogli sono rossi a spruzzo, conferendo un aspetto raffinato.
Lo stato di conservazione è buono, considerando l'epoca di pubblicazione. La pubblicazione include anche la dissertazione 'De glossopetris' di Fabio Colonna, che analizza le glossopetre e sostenendone l'origine animale. Riconosciuto da Nissen (ZBI 3780), Eales (I, 765) e Dean (III, 314f), questo trattato è considerato un contributo significativo nel campo della paleontologia.