Afrodite Pudica Roma, II Secolo D.C. Statua in Marmo Greco Insulare, a Cristalli di Piccole Dimensioni, Raffigurante la Dea Afro Dite Nuda, con la Mano Sinistra che Scende Lungo il Fianco Fino a Coprire il Pube e la Destra Piegata in Direzione del Seno a Stringere un Flacone di Unguento. Particolarmente Ricca è L’acconciatura, con i Capelli che Sono Raccolti in Due Elaborati Nodi sulla Testa e Scendono sulle Spalle. H. 115 CM. Questa Statua, Restaurata in Marmo di Carrara alla Fine del XVIII Secolo o All’inizio del XIX Secolo Come Afrodite al Bagno (di Restauro Sono la Punta del Naso, L’avambraccio Destro, Quello Sinistro e il Tratto Inferiore del Corpo da Sotto le Natiche) è una Replica del Tipo Dresda-capitolino. Questo Tipo Raffigurava Originariamente la Dea Afrodite in Totale Nudità, con il Braccio Destro a Coprire il Seno e con la Sinistra il Pube, Nell’attitudine Propria di una Gio Vane Donna che Si Schermisce Leziosamente da Sguardi Indiscreti: B. M. Felletti Maj, Afrodite Pudica. Saggio D’arte Ellenistica, in Archeologia Classica 3, 1951, Pp. 33-65; A. Stewart, a Tale Of Seven Nudes: The Capitoline And Medici Aphrodites, in Antichthon 44, 2010, Pp. 12-32. la Creazione di Questo Tipo (chiamato Così dalla Replica del Corpo dei Musei Capitolini Inv. 409 e dalla Testa Già in Collezione Albani Ora a Dresda, Albertinum, Inv. 239: Limc II 1984, s.V. Aphrodite, P. 52, Nn. 409-410) è Stata da Antonio Corso Ascritta al Figlio di Prassitele, Cefisodoto il Giovane, la Cui Afrodite Era Stata Portata a Roma ed Esposta nei Monumenta Asini Pollioni (a. Corso, L’afrodite Capitolina e L’arte di Cefisodoto il Giovane, in Quaderni Ticinesi di Numismatica ed Antichità Classica 21, 1992, Pp. 131-157). della Statua, Celebre per il Soggetto Particolarmente Amato nel Mondo Romano, Soprattutto Occidentale, Sono Note Numerose Copie, Usate per Adornare Ville, Giardini e Naturalmente Complessi Termali, Particolarmente Indicati Come Luogo di Esposizione per una Figura Femminile in Nudità, al Bagno. la Datazione Dell’esemplare Qui Proposto Considerando L’uso del Trapano sulla Capigliatura Scabra e Chiaroscurata in Contrapposizione con la Lucida Superficie della Pelle Può Essere Posta nel II Secolo D.C. in Questo Esemplare, Proveniente da una Collezione Nobiliare, di Straordinaria Importanza Non è Solo il Soggetto, ma Anche L’ottima Conservazione del Tratto Superiore del Corpo, dalla Testa Fino alle Natiche.