L’acquasantiera, Realizzata per un Uso Privato e Domestico, Poggia su un Supporto a Sagoma Architettonica in Legno Ebanizzato. al Centro della Ricca Composizione Sbalzata con Motivi Fogliacei e a Volute nel Gusto del Barocco Settecentesco, Fuoriesce Aggettante da una Nuvola la Figura di un Putto che con le Mani Impugna un Aspersorio e Sorregge il Secchiello Dell’acqua Santa Trattenuto da una Catenella. Questo Effetto Vivamente Dinamico È Caratteristico della Produzione Napoletana di Suppellettili Sacre e nel Nostro Caso Trova Raffronti in Analoghi Esemplari in Raccolte Pubbliche e Private Documentati in “argenti Napoletani dal XVI al XIX Secolo” di E. e C. Catello, Napoli 1973, Tav. LXI Pag. 318 e in “tre Secoli di Argenti Napoletani”, Catalogo Mostra a Cura di Corrado Catello Napoli, 1988, Tav.40, Pag. 114.altezza CM 35