Monumentale opera, "Le antichità di Ercolano esposte", considerata la più importante raccolta di incisioni dedicate alla città campana. Questo lavoro rappresenta il primo tentativo sistematico di documentare i rinvenimenti archeologici risalenti al XVIII secolo, sotto il patronato di Carlo III di Borbone, re delle Due Sicilie. La raccolta, realizzata dall’Accademia Ercolanense, fondata nel 1755 da Bernardo Tanucci, ha avuto un ruolo fondamentale nella diffusione del neoclassicismo in Europa.
L'opera si compone di nove volumi, riccamente illustrati con numerose tavole incise in rame, sia nel testo che fuori testo, inclusi soggetti ripiegati. Presenta lievi difetti come bruniture e fioriture sparse. Le legature coeve in bazzana marrone mostrano decorazioni dorate ai dorsi e tasselli per i titoli, i cui tagli rossi mostrano segni di usura. Questa raccolta, spesso destinata come omaggio a sovrani e collezionisti, ha conosciuto una rapida diffusione internazionale, diventando un imprescindibile repertorio iconografico per artisti e architetti.
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