Libri, Autografi e Manoscritti
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7 ott 2025 - 9 ott 2025
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Giuseppina Strepponi - 4 Lettere Autografe Firmate.

Base Asta400 €
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Manoscritti a Inchiostro Bruno. Buona Conservazione. Dimensioni Varie.

Bibliografia

<p>Lettera inviata a Cesare Vigna, datata 12 giugno 1872 (scritte 4 pagine): <em>[...] Verdi non ha mai pensato di venire a Venezia per la Messa, ed i molti affari trascurati per questo giro artistico, reclamano la sua presenza a St. Agata. Avrei tanto desiderato riveder Venezia [...]. La Messa da Requiem ebbe ieri sera la sua prima rappresentazione al Teatro Imperiale di Vienna. Il successo &egrave; salito ad un grado di zona torrida! [...] Hanno tanto parlato dello spirito pi&ugrave; o meno religioso di questa musica sacra; del non aver Verdi seguito il concetto tipico di Mozart, di Cherubini ecc. ecc.[...]. Io per me dico che un uomo come Verdi deve scrivere come Verdi e cio&egrave; secondo il suo modo di sentire e interpretare i testi [...]</em> - Lettera inviata a Cesare Vigna, datata 25 giugno 1872 (scritte 4 pagine. Busta conservata): <em>[...] Verdi ha poi la sua [borsa] molto meno fornita di quel che tanti pretendono [...] ne usa nobilmente e largamente nella localit&agrave; in cui vive e quanto fa, appena basta a sollevare una minima parte delle miserie che a lui ricorrono! [...]. Credo possedere due qualit&agrave;, rare nelle donne. Ho poca o nessuna vanit&agrave; ed ho saputo diventar vecchia a tempo! [...</em>] - Lettera inviata a Cesare Vigna, datata 2 marzo 1883 (scritte 3 pagine. Busta conservata): V<em>anit&agrave; delle vanit&agrave;. Tutto sotto il sole &egrave; vanit&agrave;! Povero Tiberini! [</em>tenore, grande interprete di opere di Bellini e Donizetti, cant&ograve; l&rsquo;ultima volta alla Scala nel 1871. Venne ricoverato nel manicomio di Reggio Emilia] <em>Neppure nel manicomio, in quel luogo di pace e di buonsenso [...] ha potuto liberarsi da quella minuscola contagioso/epidemica machietta, che invade il genere umano, e si chiama vanit&agrave;?! [...]. Verdi in questo momento a St. Agata non conobbe mai Wagner, neppure di vista. Questa grande individualit&agrave;, ora scomparsa, non fu mai afflitta dalla piccola prurigine della vanit&agrave;, ma divorato da un orgoglio incandescente, smisurato, come Satana, o Lucifero [...]</em> - Lettera inviata a Marietta Carrara Calvi datata 12 febbraio 1887 (scritte 4 pagine. Busta conservata): <em>Tutti credono ch&rsquo;io sia completamente felice [...] per la uscita d&rsquo;Otello [...] ma se osassi dirlo forte [...] tutto questo baccano, questo perpetuo andirivieni [...] mettono in casa un da fare, un disordine [...] che m&rsquo;affatica, m&rsquo;annoia, mi irrita [...]. nella serata memorabile del 5 corrente. Fu un entusiasmo assordante che giunse fino al delirio [...] ne rimasi commossa [...] ha voluto dare a Milano l&rsquo;ultimo frutto del suo genio [...].</em></p>

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