Libri, Autografi e Manoscritti
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6 mar 2024 - 7 mar 2024
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Edda Mussolini - 3 Lettere Autografe Inviate al Giovane Amico Marino Viarana.

Base Asta460 €
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Manoscritti a Inchiostro Bruno su Carte Colorate e Intestate Em della Giovane Figlia del Duce. 14 Pagine Scritte in Totale. 2 Buste Conservate. Sono Conservate le Trascrizioni delle Lettere. Dimensioni 190x290 MM Ca. Si Aggiungono: Id. 3 Fotografie in B/n e Sepia che Ritraggono Edda (sempre Elegante) a Cavallo, in Nave e Accanto Ad un Edificio Riccamente Arabescato. Dimensioni 170x225 e 220x290.

Bibliografia

<p>I DOCUMENTO: Lettere d&rsquo;amore e di amicizia scritte dalla giovanissima Edda, nelle quali la ragazza svela il suo temperamento libero e ribelle, ma al contempo intelligente e maturo. Flirtare con un giovanotto e parlare in modo scanzonato negli anni &rsquo;20 era - per la figlia del Duce - un pericoloso azzardo. Lei lo sa bene e scrive: <em>la collera di pap&agrave;, verso chi manca, &egrave; terribile,</em> e si preoccupa per i suoi amici. Del destinatario delle lettere, Marino Viarana, si hanno poche notizie: nacque a Biandronno (VA), divenne ufficiale, visse a Milano. Era un bel ragazzo di dieci anni pi&ugrave; grande di Edda. Lei, pur giovanissima, si rivela scrittrice spiritosa e autoironica, oltre che instancabile viaggiatrice. Sprezzante &egrave; il suo pensiero sul probabile imminente matrimonio (combinato dal padre) con Ciano. <em>Marino caro, [&hellip;] Da stamane alle sei vien gi&ugrave; un terribile diluvio con accompagnamento di tuoni, lampi e relativi simpatici fulmini [&hellip;] per farmi coraggio ho attaccato il grammofono (speranzosa di non sentire i tuoni) e ti scrivo (cos&igrave; non vedo i lampi). Uff. Marino, ci vorresti tu per farmi dimenticare la paura, ma tu sempre intelligente sei ad appena 600 chilometri di distanza [&hellip;] l&rsquo;altra sera non feci in tempo a salutarti decentemente [&hellip;] pensa che il treno &egrave; partito in ritardo per colpa mia, scusa [&hellip;] quando il treno si &egrave; mosso [&hellip;] ho pianto senza un perch&eacute; preciso, ero oppressa e molto triste. In qualche momento io sono di una scemenza incredibile. E tra le lacrime e la pioggia credevo di essere diventata un mascherone, invece [&hellip;] ero</em> <em>normale, bisogna proprio dire che i prodotti che uso per la mia toeletta sono della migliore marca. Stasera vado a teatro. Metter&ograve; l&rsquo;abito nuovo, indossandolo mi dar&agrave; l&rsquo;impressione della stretta forte delle tue braccia. Il ragionamento &egrave; pedestre ma sento cos&igrave;. Gioved&igrave; partir&ograve; da Roma, mi fermer&ograve; un poco a Napoli e a Siracusa e dopo far&ograve; il giro del mediterraneo orientale. Tripoli, Egitto, Palestina, Rodi, Turchia, Grecia, Italia. Come gita non &egrave; malvagia. [&hellip;] La tua bimba ti ricorda tanto e ti promette di non flirtare e come suggello a questa promessa ti bacia sulla bocca. P.S/N.B. Per&ograve; i baci a distanza non sanno proprio di niente [...]</em> (31 gennaio 1928). <em>Marino caro, grazie per il tuo romanzo [&hellip;] scommetto che ti stai innamorando di un&rsquo;altra donn&agrave; Per me fai pure: sai che io non bado a simili piccolezze. Mi hai voluto bene per tre anni; &egrave; giusto che ora ti prenda un po&rsquo; di vacanza. Scherzo; stamani sono un po&rsquo; scemerella. Effetto della primavera e dei nervi [&hellip;] Niente paura per il coso del tennis; amicizia &ndash; nient&rsquo;altro &ndash; pare logico che proprio ora mi prenda la briga di un nuovo flirt? Non bisogna mai esagerare [&hellip;] Poi, riferendosi a un biglietto di presentazione ad un podest&agrave; per la sorella di Marino, scrive: Bene, mio padre mi ha detto chiaro e tondo &ndash; dille che smetta di andare in giro con quel biglietto, altrimenti glielo faccio dire dai carabinieri. Dunque attenzione. La collera di pap&agrave;, verso chi manca &egrave; terribile. Ti prego per il tuo, per il nostro bene, di stracciare quel biglietto [&hellip;] Se da quella traccia si scoprisse il resto, chiss&agrave; che pandemonio succederebbe [&hellip;] E soprattutto silenzio. Parla e confidati solo con Donna Pia. Ho paura, tanta paura; dall&rsquo;anno scorso io temo sempre per i miei amici [&hellip;] di mie foto puoi tenerne qualcuna, di quelle meno appariscenti [&hellip;] Edda tua [...] </em>(s.d.) <em>Marino caro [&hellip;] Stamani svegliandomi ero molto accasciata, ma poi guardandomi allo specchio l&rsquo;accasciamento &egrave; passato. Sono molto bella oggi; quel che vuol dire la vanit&agrave; femminile. Mio padre</em> t<em>orner&agrave; stasera con le ultime novit&agrave; sul Sole dell&rsquo;Avvenire. &Egrave; sempre quello invernale, ma ormai &egrave; primaverile e poi sar&agrave; anche estivo; ci credi? La storia mi ha talmente annoiata che non riesco nemmeno pi&ugrave; a prenderla sul serio, me ne infischio tranquillamente di tutto e di tutti: Facciano o non facciano, mi sposino o non mi sposino; per me &egrave; tutto uguale. A te non importa niente della capra, a me non importa niente del caprone. Questo dico senza mancare di rispetto a nessuno [&hellip;] Quell&rsquo;affare del tennis (come dici tu) mi ha scritto una lettera molto carina; non &egrave; stupido il ragazzo [&hellip;] La mia risposta &egrave; stata piuttosto insultante, ironica e cattivuccia; una di quelle lettere che fanno venir voglia di prendere a schiaffi chi l&rsquo;ha scritta. Tu sai che in quel genere sono insuperabile: Ti ho detto questo (mentre avrei potuto benissimo tacertelo) perch&eacute; voglio che tu sappia sempre tutto di me [&hellip;] E tu che fai di bello a Milano? Ti prego di non combinarmi brutti scherzi [&hellip;] di non frequentare cattive compagnie e locali non per bene. [&hellip;] Tu una sera mi dicesti che io non avevo</em> <em>nessuna ragione di essere gelosa o pensare male di te; eppure quante volte a sentir gli alti, avrei dovuto esserlo [&hellip;] Marino caro, mi &egrave; venuto un minuto di barborino tremendo, passer&agrave;. Scrivimi e sii buono. Ti bacio e ti voglio bene. Edda tua</em> (3 maggio 1929)</p>

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