![Autografi e Manoscritti, Futurismo, Libri del Novecento e Libri D'artista [parte I]](https://www.gonnelli.it/uploads/auctions/145-copertina_CATALOGO_46_1.jpg)

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<p>Lettere di carattere prevalentemente intimo e affettuoso, ma anche di argomento lavorativo: opere dello stesso Ponchielli, impegni di Teresina, riferimenti a Tito e Giulio Ricordi, a Verdi, a Gounod ecc. Non mancano colorite espressioni in dialetto lombardo e una annotazione sul maledetto colera. Marzo 1873, da Milano: «[…] Lo zio Corrado ti avrà detto che sta per combinare per Ravenna, dove andresti a cantare I Promessi Sposi di un certo Ponchielli, tel cognosset? Vuoi che aspettiamo dopo Ravenna per sposarci? Vuoi subito? […] Lo zio sta pure combinando l’affare del Cairo. La 7° recita dei Lituani fu brillante […] entro l’aprile faccio alcune modifiche a quest’opera, perché Ricordi è già impegnato a darla a Bologna […] L’ultima recita della stagione indovina un po’? I Lituani. Una Lituanite per il pubblico […] sto sempre da Ricordi. A Cremona andrò per 2 o 3 giorni per provvedermi le carte pel matrimonio.». In calce alla missiva, una citazione musicale: andante affettuosissimo, Sì Te re si na io mi ma rito volon tie ri. - Luglio 1873, da Cremona: «[…] qui protraggono lo spettacolo in Settembre, per paura di questo maledetto colera, che peraltro qui non ha toccato ancora alcuno […]» - Gennaio 1874, da Milano: «[…] Io sto a metà e più del penultimo atto (de I Lituani). L’istrumentazione riesce abbastanza bene […] l’unico artista che mi soddisfi è il Pandolfini che alla simpatica voce unisce talento […] L’altra sera fui con Corrado a sentire ancora l’Aida. La parte della protagonista mi pare ti dovrebbe star bene perché non appartiene al genere gridato ma è tra lo slancio e la grazia […] Qui si fece il Faust alla Scala colla Durand (poca voce e fredda) […] andrò per la fine del mese al Machbeth nuovo di Verdi colla Fricci e Pandolfini. Ieri fui a pranzo da Tito Ricordi e si parlò di te […] Perché non scrivi al Giulio Ricordi? […].».</p>