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<p>I DOCUMENTO: Giuseppe Verdi ringrazia per la nomina a presidente onorario perpetuo della Istituzione Rossini di Bologna. All’Istituzione scrive: <em>Ringrazio dell’onore ora concessomi. Verdi</em>. [telegramma a stampa]. A Sangiorgi scrive: <em>Ringrazio dell’onore riserbandomi scriverle più tardi. Verdi</em> [testo manoscritto, non autografo]. II DOCUMENTO: Gustavo Sangiorgi, avvocato, professore, consigliere comunale a Bologna e direttore della rivista musicale <em>l’Arpa</em>, scrive: <em>Associazione Rossini, adunata assemblea generale, applaudendo trionfo arte italiana invia affettuoso e riconoscente pensiero all’autore della divina Aida e lo acclama suo Presidente onorario perpetuo [...]</em>. Alcuni anni prima, Giuseppe Verdi decise di scrivere, insieme ai più illustri compositori dell’epoca, una Messa da Requiem in onore di Rossini da eseguirsi a Bologna, a San Petronio, nel primo anniversario della morte dell’artista. Del resto Rossini rappresentava per Verdi <em>la reputazione più estesa, la più popolare dell’epoca nostra, ed era gloria italiana!</em> (lettera del 20 novembre 1868 a Clara Maffei). La Messa per Rossini, benché ultimata, non fu mai eseguita a Bologna a causa di problemi di carattere politico ed organizzativo: lo stesso Sangiorgi in quegli anni sedeva nel Consiglio Comunale di Bologna.</p>